Magazzino 18, il musical in ricordo delle foibe

Nel 2013, il cantautore Simone Cristicchi porta in scena a teatro il massacro delle foibe. Una pagina della nostra storia troppo spesso dimenticata e che oggi, fortunatamente, sta ritornando tra i banchi di scuola, perché non servono censure nel passato.

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Il 10 febbraio si celebra il Giorno del ricordo, una solennità civile nazionale italiana, istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, che vuole rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati italiani durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra (1943-1945), e della più complessa vicenda del confine orientale».

Magazzino 18 è un musical scritto da Simone Cristicchi in collaborazione con Jan Bernas, giornalista e autore del libro Ci chiamavano fascisti, eravamo italiani. Lo spettacolo è un’opera che racconta il dramma dell’esodo istriano, giuliano e dalmata nel secondo dopoguerra: la storia di molti italiani costretti ad abbandonare la propria terra a seguito della sconfitta dell’Italia, la quale nel 1941 aveva invaso la Jugoslavia, nella seconda guerra mondiale. Queste terre, con il trattato di Parigi, vennero assegnate dagli Alleati alla Jugoslavia.

Il magazzino 18 è l’edificio del Porto Vecchio di Trieste in cui è conservata oggettistica di una parte di esuli e dove è rimasta chiusa per anni la vita di decine di migliaia di persone. Sedie, tavoli, valigie, coperte, bauli, piatti e pentole di rame, fotografie, scarpe e cappotti. Ciascuno con attaccato un nome e cognome, ciascuno appartenuto a qualcuno che è dovuto partire: chi per un campo profughi italiano, dove spesso è rimasto per anni per poi ricominciare una vita in Italia, chi per l’Australia o l’America, e non è più tornato. 

Lo spettacolo ha raccolto un notevole successo e ha ricevuto una lunga serie di recensioni e reazioni positive. Alcuni storici e giornalisti di sinistra l’hanno invece accusato di fornire «una lettura parziale, se non univoca» degli eventi. Le musiche originali dello spettacolo sono di Simone Cristicchi e Valter Sivilotti, il quale ne ha curato anche gli arrangiamenti orchestrali. Dallo spettacolo è stato ricavato un libro, edito dalla Mondadori.

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