Canada: Rsa e orfanotrofi, un binomio rivoluzionario

Un esperimento andato a buon fine. Arriva dal Canada l’ultima frontiera della cultura dell’integrazione emotiva che lascia convivere felicemente i più piccoli e i meno giovani garantendo un complessivo miglioramento della qualità della vita.

Share on facebook
Share on telegram
Share on whatsapp
Share on twitter
Share on linkedin

L’ultima frontiera dell’integrazione emotiva arriva dal Canada: unire le case per anziani agli orfanotrofi.

Ovviamente i primi risultati dell’esperimento sono stati straordinari e non era difficile immaginarlo. Gli anziani infatti hanno trovato dei nipoti amorevoli e gli orfani per la prima volta hanno sperimentato l’amore e la cura dei nonni.

I medici hanno osservato un miglioramento di tutte le funzioni vitali negli anziani e il risveglio di un grande interesse per la vita, mentre i bambini hanno migliorato il loro apprendimento e attenuato le loro crisi psicologiche.

Un nuovo programma sociale dunque, con l’obiettivo di offrire ai bambini un sicuro rifugio emotivo e agli anziani la possibilità di uscire da una condizione di solitudine che purtroppo è tipica della terza età.

Non è la prima volta che si tenta di unire il mondo dell’infanzia con quello degli anziani. Un programma simile era stato lanciato nel 2011 a Seattle, USA, nella casa di riposo per anziani Providence Mount St. Vincent, esperimento di integrazione generazionale raccontato nel documentario Present Perfect del 2017. “Prima che i bambini entrassero nell’edificio, i vecchietti erano tristi, stanchi, mezzi addormentati. Una scena abbastanza triste. Subito dopo l’arrivo dei bambini per fare insieme una lezione d’arte o semplicemente fare dei panini per i vecchietti loro ritrovano una vitalità pazzesca e si ricaricano di serenità e gioia!”, racconta la regista Evan Briggs.

In quel caso però si trattava di bambini provenienti da asili nido quindi con famiglie alle spalle. La portata rivoluzionaria del progetto canadese sta proprio in questo: parliamo di bambini senza famiglia e spesso con un passato pesante a livello emotivo.

Una realtà affine è presenta anche nel Regno Unito. Si tratta di “Nightingale House”, la prima casa di riposo per anziani in cui avviene un incontro quotidiano tra i bambini e gli over 65. Qui, per alcune ore al giorno, i bambini orfani e gli utenti più anziani trascorrono il loro tempo insieme, sotto lo stesso tetto. Al centro di queste realtà nate dall’unione di strutture di accoglienza c’è una vera e propria rivoluzione culturale che mette al centro la bellezza dello stare insieme e dell’invecchiare imparando sempre nuove cose. Del resto, di retorica non si tratta in questo caso, esperimenti di questo tipo porterebbero gli uomini a costruire una cultura basata sulla memoria, sul filo mai interrotto di quella narrazione che ricongiunge il passato al presente per un futuro certamente più motivato.

L’emergenza sanitaria in atto inoltre ha portato le Istituzioni politiche e della salute a un ripensamento delle attuali Rsa. Superare l’istituto per anziani così come è si è superato il manicomio e l’orfanotrofio, è infatti la proposta del Consiglio regionale del Lazio che negli scorsi mesi ha approvato all’unanimità una mozione che invita la Regione a investire su nuovi modelli assistenziali per gli anziani favorendo una molteplicità di soluzioni abitative – dimora naturale, housing sociale pubblico o privato, residenzialità leggera, cohousing pubblico o privato, condomini protetti, case famiglia, microaree – e portare le cure sanitarie a domicilio.

Una vera e propria rivoluzione culturale che mette al centro la bellezza dello stare insieme e dell’invecchiare imparando sempre nuove cose e che garantisce un complessivo miglioramento della qualità della vita per tutti i soggetti coinvolti.

In un mondo ricco di progressi tecnologici con conseguenti forme di isolamento sociale dovrebbe essere data maggior importanza a queste forme di educazione intergenerazionale, soprattutto perché bambini e anziani hanno molto in comune, la vulnerabilità innanzitutto ma soprattutto quella sana curiosità senza pregiudizi verso il mondo, verso tutto ciò che non si conosce.

Share on facebook
Facebook
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on telegram
Telegram
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn

sostegno


entra nella community

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*