Requiem per una solitudine

megafono
IL MEGAFONO
di Arrigo Andreani

Il suo nome era Marienne, o forse no. Poco importa quando si è indietro, fra gli ultimi. Con l’unica prospettiva del baratro e della solitudine di stanze vuote ma in disordine. Marienne ci ha lasciati con lo stesso silenzio con il quale esisteva, almeno in questi anni, fra giornate fatte di niente e ore da sopportare. Con i segni dell’accanimento della vita, che solo certe volte sa avere. Tutto intorno, noi e la città, che corriamo veloci e spesso senza la consapevolezza che la dignità muore dietro la parete di una casa di fianco alla nostra. 

Marianne che ci spoglia fino al nudo delle nostre importanze, lasciandoci qualche volta davanti a noi scoperti nella nostra ridicolezza di poveri uomini e donne in cerca di coperture. Marianne ripeteva sempre, come l’ultima volta: “Non vi dimenticate di me”. Ci abbiamo provato. il tuo ricordo sarà una prospettiva da portare sempre con sé.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*