Invisible monsters

megafono
IL MEGAFONO
di Arrigo Andreani

Nel doppiofondo dell’epidemia che stiamo vivendo resta celato il popolo degli invisibili. Senza grande considerazione già in tempi ordinari, oggi più che mai si ritrovano in una situazione che si fa più acuta, più straziante e pure più insopportabile. Corpi minati dalla strada, dall’alcool, dalla droga, dalle malattie mentali o fisiche. Così, raggomitolato come un gatto, nella notta più nera di qualche giorno fa, un senzatetto è stato ritrovato morto alle porte di Latina. 

E con la sua esistenza ai margini e con il suo misero fagotto di logore coperte, ci sprona ad uscire dalla costante mentale che ci fa vedere il mondo soltanto da un unico punto di vista: il nostro. Cercare di comprendere e praticare i punti di vista delle persone intorno a noi è invece un esercizio esistenziale a cui dovremmo sottoporci spesso. Perché se da un lato la pandemia ha colpito duro tutti, dall’altro sta dando letteralmente il colpo di grazia a coloro che erano rimasti indietro, da prima. E allora tendere la mano non diventa solo un dovere etico, ma l’unica modalità per sopravvivere. Insieme.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*