Le voragini della coscienza

megafono
IL MEGAFONO
di Arrigo Andreani

Due voragini in pochi giorni. Prima a Latina poi a Terracina. Senza dimenticare quella che fece sprofondare un pezzo di Pontina uccidendo una persona qualche mese fa. E poi ci sono le buche sul manto stradale, nemiche di ogni cittadino dalla notte dei tempi e che a livello di percezione sembrano essere concentrate tutte a Latina. Ma in realtà sono l’incubo di tre quarti di popolazione italiana, fatta esclusione di qualche realtà del nord Italia. Potessero allora le buche e le voragini delle nostre coscienze parlarci di più, ricordandoci che se quegli squarci sull’asfalto sono li è un poco anche per colpa nostra. Basti pensare che in certe zone d’Europa, per non scomodare il mondo, una strada asfaltata dura in buone condizioni per un decennio. Le nostre strade invece durano il tempo di una burrasca, figlie del disagio sociale e di una cultura di inciviltà ormai radicato, in cui i lavori per il manto stradale vengono affidati a ditte amiche di amici eletti per fare un favore ad nostro amico se non proprio a noi. Interventi fatti a risparmio, con materiali scadenti, per intascare il più possibile. E’ così che ritroviamo strade ricoperte di asfalto finto, misto a sabbia o brecciolino, che si sfalda nel giro di pochi anni. Per non parlare dei lavori eseguiti per rattoppare, soldi pubblici stanziati per la seconda, terza o quarta volta. Per fare poi di nuovo lavori al ribasso. E’ un cane che si morde la coda insomma. Come succede spesso, d’altronde, in questo magnifico e complicato Paese.

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