Facce toste

megafono
IL MEGAFONO
di Arrigo Andreani

Tempo di elezioni. Tempo di visite. Oggi, manco si fossero dati appuntamento per un’esterna di “Porta a Porta”, avremo in città nientemeno che Matteo Renzi e Giorgia Meloni. Il primo sarà a Latina per presentare il suo nuovo libro “Un’altra strada” (e chissà se questa strada lo porti finalmente  in un posto lontano da tutto e tutti) mentre la seconda arriva per aprire la campagna elettorale di Fratelli d’Italia in vista delle europee. “Una scelta non casuale quella di Latina – si legge in una nota del partito – che vuole far partire dal “suo” territorio la corsa verse le elezioni”. Se i frutti del “suo” territorio sono quelli dell’inchiesta Olimpia che ha portato alcuni degli esponenti del suo partito dritti dritti in via Aspromonte e altri in esilio a Roma, forse è meglio cambiare concime. Invece, la bionda sorella d’Italia, ci percepisce ancora come un porto sicuro, certa che le macerie rimaste a presidiare la roccaforte nera del Lazio siano comunque solide. Una sorta di piccolo affronto insomma, una pernacchia ad una cittadinanza che aspetta ancora da lei una spiegazione o una presa di distanza dai quei fatti che hanno colpito in pieno i suoi uomini.

Se non fosse che a Latina siamo troppo impegnati in altre battaglie, divisi fra il fitto mistero della fontana di Piazza del Popolo che non zampilla a dovere e i raid fotografici alla caccia di nuove buche da postare sui vari social. E’ così che la gialla Meloni verrà a prendersi i suoi consensi. Perché l’anima nera vince sempre. Davanti alle inchieste, davanti ai dubbi, davanti alle alternative, davanti alla ragione, davanti alle spiegazioni non date. Insomma bisogna dirselo, forse questa è una città in cui la “tradizione” viene prima di tutto.

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