Rutto libero

megafono
IL MEGAFONO
di Arrigo Andreani

L’emissione brusca e rumorosa dalla bocca di aria proveniente dallo stomaco è considerata, dalla civiltà tutta, un atto sconveniente. Sarà stato per questo che un gruppetto di persone si è scagliata pestando di botte un tipo a Latinafiori che aveva osato ruttare davanti a tutti. Di fronte a cotanta volgarità non si poteva passare sopra d’altronde, soprattutto se l’autore di tale gesto era un “non italiano”. «Che vada pesto all’ospedale!» si saranno detti fra loro.

Mandela diceva che nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Sosteneva che gli uomini imparano a odiare per colpa di quello che li circonda. L’inclinazione che stiamo prendendo mi fa un poco paura. E non mi riferisco ovviamente al clima d’odio che sta iniziando a degenerare, per carità. Mi riferisco al fatto che vi sembra giusto che per un rutto massacriamo una persona e poi lasciamo passare come nulla fosse i lanciatori di peti? No perchè io per esempio quelli non li sopporto proprio! E allora spero che questi giustizieri puri e duri mi liberino anche di questa incombenza, senza guardare in faccia a nessuno però. Che venga data una bella lezione a tutti. Si ma pure agli italiani sia ben inteso, perchè i peti puzzano tutti allo stesso modo. Per buona pace dei giornali. E dell’intolleranza.

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