Aggredito il giornalista Nello Trocchia: stava realizzando un servizio sulla mafia foggiana

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“Trocchia ha subito una violenta aggressione mentre si trovava insieme al film maker Riccardo Cremona sulla scena dell’omicidio di Omar Trotta, il 31enne pregiudicato ucciso a Vieste all’interno del suo locale”, spiegano dalla redazione “Nemo, Nessuno Escluso” di Rai2.

Vieste, il giornalista Nello Trocchia aggredito: sta realizzando un servizio sulla mafia foggiana

Picchiato mentre stava facendo il suo lavoro di cronista sul luogo di un assassinio. È quello che è successo al giornalista Nello Trocchia, inviato del programma “Nemo, Nessuno Escluso” di Rai2, collaboratore e blogger del Fatto Quotidiano. “Trocchia ha subito una violenta aggressione mentre si trovava insieme al film maker Riccardo Cremona sulla scena dell’omicidio di Omar Trotta, il 31enne pregiudicato ucciso a Vieste all’interno del suo locale”, spiegano dalla redazione del programma Rai.  “Trocchia -aggiungono – ha riportato un trauma contusivo facciale ed escoriazioni ed è stato curato al pronto soccorso di Vieste. La troupe di Nemo sta realizzando un reportage sulla mafia foggiana”.

L’omicidio di Trotta, ucciso a colpi di armi da fuoco davanti alla sua rosticceria, è  con ogni probabilità un’esecuzione maturata in ambienti mafiosi. Nella quale è rimasto ferito un altro ragazzo di 21 anni che era seduto al tavolo con la vittima ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di San Giovanni Rotondo. Si tratta dell’omicidio numero undici dall’inizio del 2017 nel Foggiano, terra insanguinata da una guerra di mala tra le più cruente degli ultimi anni, come raccontato da ilfattoquotidiano.it a giugno.

Dopo l’aggressione a Trocchia la Federazione nazionale della stampa italiana ha espresso “solidarietà e vicinanza al collega aggredito e costretto a recarsi al pronto soccorso per farsi medicare. L’auspicio è che le forze dell’ordine, che si trovavano nelle vicinanze del luogo teatro dell’aggressione, possano individuare in tempi brevi i responsabili del vile gesto”. Il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, ricordano poi come “già in passato Nello Trocchia era stato più volte vittima di minacce per via del suo lavoro d’inchiesta e da tempo – conclude la nota Fnsi – è in attesa di un’adeguata vigilanza.

fonte Il Fatto Quotidiano

Dal suo profilo Facebook il giornalista commenta l’accaduto: “Vi ringrazio assai per la vicinanza e l’affetto. E’ passato lo spavento e sto meglio, passa tutto. Sul posto c’era una sola telecamera, la nostra, e, invece, dovremmo illuminare a giorno quello che succede nel foggiano. Un omicidio ogni dieci giorni dallo scorso aprile, è spaventoso, come la ferocia e l’aggressività di chi vive in questa quotidiana violenza. Stavo facendo il mio dovere come lo fanno decine di colleghi in terra di mafia. Io non faccio niente di speciale, io sono solo un cronista, e, credetemi, l’elenco è lungo di quelli che vengono aggrediti, intimiditi. Persone che stimo e apprezzo e, come già successo in passato, se ho un attimo per fermarmi e condividere una riflessione è giusto allargarla a loro. A chi è pagato da fame, a chi è solo quando viene intimidito, a chi racconta in questi territori. Un collega, l’altro giorno, mi disse che con 700 euro al mese e quattro querele fisse all’anno era in procinto di abbandonare la professione. Meno siamo a raccontare e più siamo soli. Un quadro desolante che fa comodo a molti. Ogni potere, da quello criminale a quello politico a quello imprenditoriale, lavora per ridurre gli spazi di libertà. Le aggressioni, le intimidazioni e le querele temerarie fanno un male diverso. Le ho conosciute tutte e hanno lo stesso scopo: spegnere il racconto. Ieri guardavo l’immensità di questo mare, pensavo al mio sud che amo profondamente. Mi atterrisce l’idea di lasciarlo a chi spara in pieno centro alle 3 del pomeriggio, di lasciarlo ai criminali. Ed è solo per questo che ancora resta voglia di continuare a raccontare perché sono nato in un posto sventrato da politica criminale e malavita e appare ancora inaccettabile, ai miei occhi, abituarsi all’idea che alla fine vincano loro.”

A Nello Trocchia tutta la solidarietà del blog Passeggeri Attenti.

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