L’editoriale: Scioperi, conoscenza e falsi miti.

Sciopero! Questa la parola d’ordine del momento. Città bloccate da orde di studenti che protestano sui tagli apportati dal governo alla cultura, scioperi di mezzi e, udite udite, sciopero dei calciatori che fermeranno il campionato l’11 e il 12 dicembre. Otto sono i punti del contratto con la Figc, 2 quelli che sono all’origine del fermo da parte dei giocatori: presunto mobbing e trasferimenti. Nel primo caso la Lega propone che un allenatore possa dividere la squadra in più gruppi distinti di allenamento: per l’Aic i calciatori devono invece essere sempre preparati tutti insieme. Sul punto dei trasferimenti la Lega li renderebbe costretti ad accettare una destinazione anche non gradita se l’offerta è stata fatta a parità di condizioni esistenti. Bhè c’è da dire che il sindacato rappresenta 2800 calciatori e quindi non solo i plurimilionari; ma rimane discutibile lo sciopero di una categoria così tanto (sicuramente troppo) privilegiata rispetto alla maggior parte delle altre. Tasto dolente la scuola. Da una parte si dice troppi tagli, dall’altra invece che hanno badato alla qualità degli investimenti rispetto alla quantità. Come si dice, magari la verità è nel mezzo. Di certo di vero c’è che le risorse alla cultura dovrebbero essere le ultime ad essere ridimensionati visto che quest’ultima rappresenta l’anima di ogni civiltà. A meno che non si voglia tornare a tempi di re e dittatori, dove si promuoveva ignoranza con ogni mezzo a disposizione per governare in piena libertà e a più a lungo possibile. Magari potrebbe essere attualità. Magari la troppa conoscenza potrebbe “vincere l’immagine di cartapesta di una Nazione, creata con veline ed isole di famosi “. Ma sicuramente non è il nostro caso.. A proposito di cultura, ci ha lasciato Mario Monicelli, suicidatosi nel culmine di una grave malattia. Genio e sregolatezza fino all’ ultimo, il regista italiano ha fatto la storia del nostro cinema collaborando con una moltitudine di attori; basti pensare ad Alberto Sordi e il suo Marchese del grillo. Peccato che fosse sconosciuto magari a molti adolescenti. Magari a loro si vuole crescerli con altri miti, allo stesso modo attempati, ma di “sicura superiorità socio-culturale”. Pensavo, per esempio, alla banda della magliana e mi chiedevo: perché su di loro si fa una serie televisiva e magari non se ne fa una che ne so, su Giancarlo Siani che l’ha combattuta la mafia? E’ diventato normale e di tendenza avere miti come “Il freddo” o essere fan di  “Libano” su facebook invece di che ne so, del generale Dalla Chiesa? Forse a volte, per sbaglio, ci viene da confondere chi siano i veri esempi. E allora seguendo la moda delle “liste” nei programmi tv, ho voglia di lasciarne una anch’io. Quella delle vittime di chi la mafia l’ha combattuta a prezzo della vita per lasciarci un futuro migliore, una lista di veri eroi.

http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Vittime_della_mafia

Arrigo Andreani

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