Fazio e Saviano stendono il GF! Casualità o rivoluzione?

Con 8 milioni di spettatori “vieni via con me” condotto dall’ inedito duo Fazio Saviano fà il record d’ascolti nella serata di lunedì. Record che rimbomba quando ad essere doppiato in ascolti è un “colosso” come il grande fratello della nave mediaset. Cosa è successo? Curiosità? I vari ospiti del programma di raitre si sono susseguiti con ordine lasciando, ognuno a suo modo, il proprio messaggio. La performance di Benigni quella più gustosa; il comico parte con un lungo monologo che mette alle corde il buon Saviano, in difficoltà nel nuovo ruolo da conduttore. Alle corde non perchè fosse attaccato, ma semplicemente perchè diventa impossibile stare dietro a quel fiume in piena così eccentrico del Benigni. Nel sunto del programma c’è la voglia di riscatto, la voglia di fare qualcosa. Dal quotidiano Libero arrivano bordata nel frattempo, che accusano il programma di rai 3 di indottrinare la gente al confronto dei programmi mediaset che pensano a far divertire. Accusa la rai di aver speso 1,5 di euro per il cache di Benigni e di aver creato un programma ad hoc per colpire il premier. Da spettatore attento di questa eterna diatriba, che parte dalla politica per minare il sociale, credo che sia facile nascondersi dietro le solite frasi fatte della crisi, del vittimismo “pdelliano” o dell’odio accecante “sinistroide”. Credo che a volte debba essere qualcosa di più in alto e nobile ad essere il punto di riferimento. Se è più facile trovare persone che ne sappiano di più di reality che di lodo Alfano, qualcosa di marcio è più affondo. L’ignoranza che si propaga fra noi giovani causa lo svuotamento completo dei palinsesti televisivi di programmi d’informazione alimenta indifferenza verso cose, bensì, che ogni cittadino dovrebbe sapere per avere la sua democratica possibilità di scelta.Che la vittoria dell’informazione di ieri sia l’inizio di una rivoluzione culturale? Bhè sarebbe forse ora perchè come dice Benigni: “Se non si denuncia il male si invita a farlo.”

Arrigo Andreani

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