La pandemia non ferma lo sfruttamento dei braccianti. Il servizio di La7 nelle campagne di Terracina

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Dispositivi inesistenti, paghe da fame e orari di lavoro interminabili. La situazione dei lavoratori agricoli nell'agro pontino si è inasprita durante l'epidemia. L'ultimo episodio di violenza è stato nei confronti di un giovane indiano, pestato e buttato in un canale di scolo. Nello Trocchia racconta il dramma dello sfruttamento al tempo del Covid

Il 22 marzo un lavoratore indiano viene picchiato e gettato in un canale di scolo nella zona di Terracina. Per quel pestaggio sono indagati i titolari dell’azienda. Nello Trocchia è andato a sentire l’azienda agricola per cui lavorava il trentenne indiano e ha parlato con i lavoratori della zona, sottopagati e privi di alcun tipo di tutela. Uno di loro ha trovato il coraggio di denunciare: “Mi lavavo e mi facevo la doccia nella stalla dove vengono tenuti i vitelli. Prendevo 50/100 euro al mese per dodici ore di lavoro al giorno. Tutti i giorni, senza pause. Mangiavo quello che trovavo nella spazzatura”, racconta così un lavoratore l’incubo durato sei anni. 


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