Tutte le bufale del Coronavirus

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Dal virus letale creato dai militari in laboratorio alla candeggina da bere per non essere infettati: viaggio fra le bufale del Coronavirus

La situazione è molto seria. Lo conferma l’ultimo decreto del Presidente del Consiglio che estende la zona rossa a tutta Italia limitando così gli spostamenti al minimo sindacale. In questo contesto si inserisce uno dei mali peggiori dall’avvento di internet. La fake news. Per il Coronavirus non poteva esserci infatti periodo peggiore in cui espandersi, un periodo in cui internet consente con molta facilità ai male intenzionati di diffondere con semplicità estrema notizie create ad arte per fare disinformazione e allo stesso tempo guadagnare soldi con le loro condivisioni. Ed in una nazione come l’Italia in cui l’alfabetizzazione digitale è abbastanza arretrata rispetto a molti altri paesi diventa molto pericoloso, perché difficile diventa per molti distinguere il vero dal falso. Per non parlare delle immancabili teorie complottiste che, per quanto assurde, rimangono un buon modo per semplificare la realtà in un periodo storico in cui si è fatta della semplificazione un linguaggio politico. “Perché sbattersi a capire la quantità enorme di fisica e tecnologia necessaria a portare un uomo sulla Luna quando si può immaginare che tutto si sia svolto in un set, sentendosi pure furbi mentre lo si fa?” (cit). A questo punto prendiamo come riferimento testate come il sole24ore e Open cercando di fare un po’ di chiarezza sul Coronavirus. Segnaliamo inoltre il sito bufale.net per rimanere sempre aggiornati e verificare le notizie.

DISINFORMAZIONE E BUFALE (le più diffuse fra le tante)

«È come l’influenza»

FALSO – Non possiamo assolutamente considerarlo una normale influenza, così come non possiamo identificarlo con la Sars e il Mers, perché parliamo di un virus con caratteristiche uniche. Non solo, per il coronavirus non abbiamo alcuna immunità e un vaccino, al contrario di quanto avviene contro i comuni ceppi influenzali. Il tasso di mortalità del nuovo coronavirus confrontato con la SARS, il MERS e l’influenza suina. Non bisogna affatto abbassare la guardia sottostimando questo nuovo coronavirus che, in un certo senso «per fortuna», non è pericoloso quanto il suo parente della Sars. Di sicuro è più contagioso, ma bisogna evitare che questo si diffonda e diventi endemico, colpendo di conseguenza non solo la nostra salute, ma anche il sistema sanitario nazionale, mettendolo in difficoltà dal punto di vista del personale, delle risorse e i fondi a disposizione.

«Basta una mascherina per proteggersi»

ATTENZIONE – Le mascherine sono molto utili, se si è malati, o degli operatori sanitari costantemente esposti al pericolo di contagio, evitando quindi di divenire essi stessi veicolo della malattia. Servono infatti a proteggere gli altri dalla propria tosse e starnuti. Non ha senso correre a comprarle – col rischio di lasciarne privo chi ne ha davvero necessità – se si gode di perfetta salute. La prudenza non è mai troppa, direbbe qualcuno, ma abbiamo osservato ogni genere di mascherina indossata per strada o nei mezzi pubblici da parte di chi voleva tutelarsi. Il problema è il tipo di mascherina usata, infatti non basta una qualsiasi, acquistata – ad esempio – presso un negozio per il “fai da te”. Quelle «chirurgiche» a tre veli servono solo per impedire al portatore di diffondere il virus, ma non servono per proteggersi se si è sani. Come bisogna fare? Ebbene, per prima cosa la mascherina deve essere conforme alla norma EN 149 con valida marcatura CE. Per essere sicuri, le più efficaci per difendersi dal virus sono le FFP2 e le FFP3, che hanno un efficacia filtrante dal 92 al 98%.

«Corriamo a svuotare i supermercati»

ATTENZIONE – La paura fa commettere errori. L’attuazione di misure di sicurezza per contenere l’epidemia e prevenire nuovi focolai, consiste proprio nell’evitare assembramenti in luoghi chiusi. Così si è scatenata – anche in zone non colpite – la corsa ad accaparrare beni nei supermercati, ovvero altri luoghi pubblici e chiusi. Senza contare che i virus non provocano di per sé una penuria di beni; le scorte sono garantite, se non si mettono in difficoltà i distributori assaltando gli scaffali dei negozi.

«Il caldo sconfiggerà il virus»

ATTENZIONE – Una delle ragioni per cui è fuorviante definire Covid-19 una malattia poco più pericolosa di una influenza, sta nel fatto con non lo è affatto! Questo significa che non possiamo dare per scontato che sia stagionale. Del resto sono stati registrati casi anche nell’emisfero australe, dove le stagioni sono invertite rispetto alle nostre, e ai Tropici. Insomma, stando alle conoscenze attuali, non abbiamo conferme del fatto che si possa arrestare SARS-CoV2 col caldo della bella stagione.

«Chi si ammala muore»

ATTENZIONE – La “mortalità” (numero dei morti correlati alla malattia) viene spesso confusa con la “letalità”, ovvero quanto la malattia in sé può essere mortale. Il tasso di mortalità riportato il 3 marzo 2020 dall’OMS, per voce del direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, è del 3,4% e di fatto ben più alto di quello delle comuni influenze. C’è un problema da tenere in considerazione, e cioè che in piena stagione influenzale è anche possibile considerare il fatto che qualche paziente precedentemente ammalato di influenza abbia contratto il nuovo coronavirus. I numeri dell’influenza in Italia? Se consideriamo i dati pubblicati da Epicentro, sono 33 i casi di decessi per influenza da ottobre 2019 – data di inizio della sorveglianza – all’ottava settimana del 2020, su 164 casi considerati gravi ricoverati in terapia intensiva. Secondo i dati Istat che tengono conto il decennio dal 2007 al 2017 la media dei morti per influenza come causa iniziale è stata di 460 l’anno.

La fake della cura con gli antibiotici o con la Tachipirina

Se l’Organizzazione mondiale della Sanità non si è sporcata le mani a smentire le guerre batteriologiche, una cosa si è affrettata a precisarla: a dispetto delle raccomandazioni di presunti esperti su internet, gli antibiotici non servono a niente. Per il banale motivo che combattono i batteri, non i virus come il COVID-19. Niente antibiotici contro il coronavirus, non servono né a curarlo né tantomeno a prevenirlo. E niente Tachipirina, come raccomandano altre bufale in libertà. Questo è un caso lampante di come nel mondo delle fake gli “antidoti” finiscano a volte per fare più male del virus.

Bere molta acqua non evita il contagio dal Coronavirus

Non è vero che bere un sorso d’acqua ogni 15 minuti protegga dal contagio. A smentire questa fake news, nell’articolo del Nyt, è William Schaffner, esperto di malattie infettive della Vanderbilt University. “Raccomandiamo sempre di assumere liquidi frequentemente e mantenere umide le mucose – ha spiegato Schaffner – ciò ti fa sentire meglio, ma non vi è alcuna chiara indicazione che ciò protegga dal virus”

Le diete miracolose: olio d’origano, aglio e integratori

Per combattere il virus cinese basta bere olio d’origano, dice una delle tante bufale su Facebook. Oppure olio di sesamo o aglio, fake contro la quale hanno sparato ad alzo zero persino le artiglierie dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Alla Oms è invece sfuggito il panico da birra: stando alle ossessive ricerche su Google delle ultime settimane, c’è chi associa il coronavirus con la birra Corona, che sarebbe il micidiale veicolo di infezione del COVID-19. Beviamo (rigorosamente birra Corona) per dimenticare anche questa fake.

Il falso video sui sintomi del nuovo Coronavirus

Alla fine di gennaio, un video è circolato su Facebook con una didascalia in cui si dice che un uomo su un treno in Cina ha iniziato a vomitare sangue dopo essere stato infettato dal nuovo Coronavirus. Il video in realtà era stato pubblicato un anno prima e l’uomo nel filmato era affetto da un cancro al fegato. I sintomi di Covid-19 possono includere febbre, tosse e difficoltà respiratorie.

LE TEORIA COMPLOTTISTE (le più diffuse fra le tante)

Il virus è un’arma per la guerra batteriologica cinese

La regina delle bufale è quella sull’origine stessa del 2019-nCoV, nome in codice del “corona”: si tratterebbe di un’arma batteriologica cinese sfuggita di mano. A servire al volo la fake news già dai primi giorni della “coronafobia” è stato il Washington Times: poco credibile testata, legata al movimento religioso della Chiesa dell’Unificazione nato oltre mezzo secolo fa in Corea del Sud, che citava le dichiarazioni di tal Dany Shoham, presunto ex ufficiale dei servizi segreti israeliani. La smentita è arrivata a stretto giro dallo stesso ex del Mossad, che sottolineava come «non ci siano prove o indicazioni» di un collegamento tra il coronavirus e il programma di sviluppo di armi batteriologiche cinesi. Ma la frittata era già fatta: la fake scorrazza ancor oggi allegramente su internet, in decine di varianti, per la gioia dei fans di film sugli zombie e di chi è convinto che l’uomo non sia mai stato sulla Luna.

La variante statunitense: Trump colpisce la Cina a colpi di virus

La bufala della guerra batteriologica era troppo invitante per non ricamarci sopra. Ecco quindi la variante a stelle e strisce, amata in particolare dalla “disinformazia” russa: il virus sarebbe stato creato sì a tavolino dai militari, ma non nei laboratori cinesi bensì in quelli statunitensi con l’obiettivo di colpire il detestato impero del Dragone in una modalità nuova rispetto alla solita guerra commerciale. Il virus al posto degli ormai noiosi dazi e tariffe, insomma, in attesa dell’evoluzione del tutto in cyberguerra. Uno scenario hollywoodiano in cui mancano ancora (forse) i marines che combattono bambini zombie comunisti: ma qualcuno prima o poi si prenderà la briga di farli sbarcare sull’Omaha Beach dell’immensa spazzatura digitale condivisa via internet.

La variante delle case farmaceutiche finanziate da Gates

Un’altra variante davvero singolare della bufala batteriologica racconta di un “corona” creato a tavolino dalle aziende farmaceutiche finanziate da Bill Gates, pronte a fare fantastiliardi vendendo a caro prezzo il vaccino, pronto da tempo. Il filantropo miliardario di Microsoft che nella versione mister Hyde ordine di creare virus letali fa onestamente sorridere anche i bambini. L’esegesi della bufala forse è da attribuirsi a un passaggio del discorso di Gates del 27 aprile 2018 al Massachusetts Medical: «il mondo deve prepararsi alle pandemie nello stesso modo in cui si prepara alle guerre», aveva dichiarato il fondatore di Microsoft, convinto di aver pronunciato una frase intelligente e non qualcosa che l’avrebbe fatto passare per untore della nuova peste gialla.

La variante tricolore dell’italiano bloccato in Cina

Una variante nostrana ormai celebre, diffusa in chat, è quella dell’audio di un italiano bloccato a Hefei che rilancia la bufala della Sars potenziata creata in laboratorio, aggiungendoci – per non farsi mancare nulla – i militari cinesi autorizzati a sparare a vista e un volo fantasma atterrato a Roma con duecento persone. Tutte cose che i media italiani non vogliono farci sapere, conclude l’audiobufala nostrana.

Lo aveva predetto Nostradamus
Poteva mancare Nostradamus? Ovviamente no: a ricordarsi di lui, tra gli altri, è stato un sito russo dedicato alla popolazione ucraina, che in un articolo del 24 gennaio spiega come l’astrologo francese avesse predetto tutto cinque secoli fa. E ci mancherebbe altro. Ma a proposito di predizioni, caro Nostradamus, avresti mai solo lontanamente immaginato in mezzo a quanta spazzatura ci tocca surfare ogni giorno?

ATTENZIONE ANCHE ALLE FRODI INFORMATICHE SUL CORONAVIRUS TRAMITE EMAIL E WHATSAPP. Per saperne di più clicca QUI

 


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