Seicento

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megafono
IL MEGAFONO
di Arrigo Andreani

Il suo nome deriva dal greco amiantos che significa inattaccabile, incorruttibile. Parliamo di amianto, un materiale considerato cancerogeno in Italia dalla legge 257 del 1992, che ne vieta la produzione e l’installazione. Le sue fibre infatti, in particolare sotto forma di fibrocemento o eternit, se inalate, si possono depositare all’interno delle vie aeree e portare allo sviluppo di gravi malattie come l’asbestosi, il mesotelioma ed il tumore dei polmoni, che si manifestano anche dopo 15-30 anni. Basti pensare che dal 2000 al 2018 sono stati 600 i decessi in provincia di Latina per patologie correllate all’amianto. Dati emersi dal convegno Ona “Latina tra amianto, nucleare e rifiuti”. No dico, 600. Seicento. SEICENTO.

Persone che ci hanno messo e rimesso la vita lavorando in fabbriche contaminate. Un territorio in cui sono stati interrati rifiuti tossici. Bruciati capannoni pieni di amianto come a Pomezia.  Una provincia con una centrale nucleare ancora piena zeppa di rifiuti da smaltire. Alzare l’asticella dell’attenzione e degli interventi è ormai diventato non solo necessario, ma obbligatorio. Non solo per il futuro ma anche nel rispetto di quelle 600 storie fatte di sofferenza, di tragedie senza lieto fine, di disperazione, di esasperazione, di trepidanti attese, di angoscia, di rancore, di rivendicazioni. 600 grandi motivazioni che dovrebbero spingere chi di dovere a combattere di più per la salute di questa provincia.


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