Il 23 maggio

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megafono
IL MEGAFONO
di Arrigo Andreani
Se il 23 maggio fosse tutti i giorni i lupi diventerebbero pecore e l’aria si libererebbe dalla cappa nera e pesante che la intrappola da quasi un secolo. Se il 23 maggio fosse tutti i giorni in scorta girerebbero i mafiosi e non i giornalisti e i magistrati. Se il 23 maggio fosse tutti i giorni le strade avrebbero meno buche, le case crollerebbero di meno e le famiglie, con la mancanza di corruzione ed evasione fiscale, arriverebbero tutte alla fine del mese. Se il 23 maggio fosse tutti i giorni la benzina costerebbe di meno e gli uffici pubblici funzionerebbero svelti, perché a lavorarci ci sarebbe chi lo merita. Se il 23 maggio fosse tutti i giorni le tasse sarebbero più basse ed andare all’università avrebbe ancora un senso pratico.

Se il 23 maggio fosse tutti i giorni le attività commerciali non sarebbero strozzate da Stato e criminalità. Se il 23 maggio fosse tutti i giorni tutti avremmo qualche sogno di più e qualche preoccupazione di meno. Se il 23 maggio fosse tutti i giorni la smetteremmo di nasconderci dietro quelli come Falcone e Borsellino e il lavoro sporco sarebbe diviso fra tutti quanti. Perché considerare eroi chi la mafia la combatte ci deresponsabilizza dal ruolo di primi attori in questa lotta. Perché ogni volta che ognuno di noi, nel suo piccolo, non piega la schiena è sempre il 23 maggio.


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