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megafono
IL MEGAFONO
di Arrigo Andreani

Morire dopo un anno di agonia al rientro da una sfilata di carnevale. Questo è stato il tragico destino di Massimo Cassia che, nel 2014, si trovava su un carro allegorico lungo la Monti Lepini e dal quale cadde improvvisamente battendo violentemente la testa. Così da qualche anno a questa parte a Latina si sono messi in testa una strana idea. Quella di pretendere che i carri che vogliono partecipare alla sfilata di Carnevale siano forniti dei visti di legge: impianti elettrici, sonori e meccanici devono avere la certificazione di qualche tecnico specializzato insomma. Solo per quell’assurda necessità di sicurezza di chi è sopra e sotto, sia chiaro.

Eppure anche quest’anno le associazioni che gestiscono i mezzi allegorici non hanno presentato nulla. Troppo costose? Non si sa. L’unica cosa che sappiamo è che per questa ragione la sfilata prevista per Carnevale è saltata di nuovo. E forse dovremmo chiederci se il fastidio e/o la polemica che ci procura questa mancanza sia davvero così giustificata. Se sia più importante trovare qualcosa da fare in una domenica pomeriggio ai nostri figli o pretendere l’incolumità di chi partecipa a questi eventi. Perchè l’inciucio all’italiana tira sempre. “Ma si! Si sono sempre fatti! Gli altri comuni li fanno!”. Fin quando non succedono le tragedie. E non colpiscono noi.


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