Storia di una lavatrice

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Mi hanno abbandonato che avevo appena 3 anni. Sul ciglio della strada, come fanno certi umani con alcuni animaletti, quando il caldo arriva e l’urgenza di scappare sulle autostrade è troppo forte. La notte, nelle strade di Latina, scende l’umidità. E il freddo fa tremare l’oblò. Io che sognavo la pensione su un’isola (ecologica). Non so perchè mi ritrovo qui, circondata da buste accatastate una sopra l’altra, piene di immondizia. Sarà Latina Ambiente, anzi no, l’ABC? Sarà perché, con il passaggio di aziende, sono rimasti a casa circa 50 lavoratori interinali che si occupavano del riassetto delle zone adiacenti i cassonetti. O sarà colpa dell’inciviltà degli esseri umani. Quei buffi clan famigliari concentrati esclusivamente su quello che succede all’interno del recinto di casa loro. Quello che accade aldilà della staccionata non ha importanza, a meno che non convenga. O gli interessa solo quando produce conseguenze. E allora li ritrova tutti uniti nel loro sport nazionale del “puntare il dito”. Fra 6 mesi scompariranno i secchioni, per via della raccolta differenziata. Riusciranno a metterci nel posto giusto? E’ solo questione di tempo o non c’è speranza? Inciviltà o incompetenza? Chi è senza peccato scagli la prima pietra. E poi magari la raccolga pure, di questi tempi…


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